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Crans-Montana, paura per un 16enne genovese: Emanuele risulta disperso dopo la tragedia al “Constellation” [Purtroppo è deceduto]

Dopo l’esplosione e il rogo che nella notte di Capodanno hanno devastato un bar a Crans-Montana, con un bilancio ancora provvisorio di decine di vittime e molti feriti, cresce l’ansia per alcuni ragazzi di cui non si hanno notizie. Tra loro c’è Emanuele Galeppini, 16 anni, nato a Genova e residente con la famiglia a Dubai: era nel locale con amici per festeggiare e da ore non risponde più. I familiari lo cercano tra ospedali e strutture di accoglienza mentre proseguono soccorsi e identificazioni

La tragedia di Crans-Montana, la località sciistica svizzera sconvolta nella notte di San Silvestro da una violenta esplosione seguita da un incendio in un locale affollato, non è solo un bilancio di numeri ancora in aggiornamento: è soprattutto una lunga lista di attese, telefonate senza risposta e famiglie appese a un filo.

Tra i nomi che in queste ore tengono col fiato sospeso c’è quello di Emanuele Galeppini, ragazzo italiano di 16 anni (a marzo il suo 17º compleanno), promettente golfista, che risulta disperso dopo quanto accaduto al bar “Constellation” intorno all’1.30. Il giovane, secondo quanto ricostruito dai familiari, era lì con un gruppo di amici per salutare l’arrivo del 2026 quando la serata si è trasformata in un incubo.

L’appello del padre: “Aiutatemi a trovarlo”

A lanciare l’allarme è il padre, Edoardo, che insieme alla famiglia vive a Dubai. «Non risponde al telefono da ieri sera», ha raccontato, spiegando di essersi precipitato sul posto appena appresa la notizia dell’esplosione. Da quel momento è iniziata una corsa contro il tempo: ore passate tra ospedali e punti di assistenza della zona, nella speranza di rintracciare Emanuele tra i feriti, senza però ottenere finora conferme.

La stessa angoscia, in queste ore, accomuna altre famiglie: alcuni genitori avrebbero già ritrovato i propri figli ricoverati, mentre altre persone risultano ancora irreperibili, alimentando la paura che possano trovarsi tra le vittime non ancora identificate.

Soccorsi e identificazioni ancora in corso

Le autorità svizzere stanno proseguendo le operazioni di soccorso e le attività di identificazione, rese particolarmente difficili dalla gravità dell’evento e dalle condizioni di alcune vittime. In totale quelle accertate sono 47, ma potrebbe non essere il bilancio definitivo. Sul fronte investigativo, intanto, è stata esclusa l’ipotesi di un attentato: l’attenzione si concentra sulle cause dell’incidente, ancora oggetto di accertamenti.

“Ogni dettaglio può essere utile”

In situazioni come questa, spiegano gli operatori impegnati sul campo, ogni elemento può contribuire a ricostruire gli ultimi spostamenti delle persone presenti: orari, contatti, foto, testimonianze. Chiunque ritenga di avere informazioni utili su Emanuele o su altri dispersi è invitato a rivolgersi alle forze dell’ordine e alle autorità competenti. Sarebbero tra i 12 e i 15 gli italiani negli ospedali e 16 sono dispersi. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani.

Intanto, per la famiglia Galeppini, il Capodanno resta sospeso: una notte che doveva essere di festa e che si è trasformata in una ricerca senza sosta, con una sola richiesta che rimbalza tra ospedali e telefoni: trovare Emanuele.

𝗔𝗴𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼: 𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼: 𝗶𝗹 𝗿𝗮𝗴𝗮𝘇𝘇𝗼, 𝗽𝘂𝗿𝘁𝗿𝗼𝗽𝗽𝗼, 𝗲̀ 𝗱𝗲𝗰𝗲𝗱𝘂𝘁𝗼.


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